Dopo le dimissioni di Roberto mancini da CT dell nazionale, impazza il toto allenatore per gli azzurri. Tutto dice Spalletti, ma restano delle incognite. Quali potrebbero essere le alternative?
Le dimissioni di Roberto Mancini da commissario tecnico della nazionale italiana di calcio sono state, per molti, un fulmine a ciel sereno. L’allenatore marchigiano era, infatti, recentemente stato nominato anche responsabile delle Nazionali Under 21 e Under 20. Non solo: manca meno di un anno agli Europei e a settembre sono in programma due gare di qualificazione. Insomma, non di certo un momento semplice per la Federazione, che si trova ora a dover cercare un sostituto in tempi molto brevi. Il nome sulla bocca di tutti è quello di Luciano Spalletti, fresco del titolo di campione d’Italia con il Napoli e prescelto dal presidente della Figc Gravina. La strada che porta al tecnico di Certaldo non è, però, priva di insidie. Nel caso saltasse, quali potrebbero essere le alternative?
Spalletti, nome emerso già poche ore dopo le dimissioni di Mancini, ha un problema. Il tecnico è, infatti, legato al Napoli, sua ultima squadra, da una particolare clausola. Il presidente del club partenopeo Aurelio De Laurentis sostiene che la Figc, nel caso scegliesse Spalletti, dovrebbe versare 2,6 milioni (si partiva il primo luglio da 3, ma si scalano 250 mila euro al mese) al Napoli. La Federazione, di contro, sostiene che questo accordo non valga per le nazionali. Infatti, il documento sarebbe una sorta di patto di non concorrenza e la nazionale non è di certo in diretta concorrenza con il Napoli. Un cavillo che potrebbe lasciare De Laurentis a mani vuote.
La linea federale sembra chiara. Gravina ha scelto Spalletti e non vuole fare passi indietro, ma nel calcio non si può mai sapere. Soprattutto in casi come questi, in cui è coinvolto un presidente come De Laurentis, non di certo uno abituato a farsi da parte. Insomma, il rischio che la nuova avventura azzurra di Spalletti parta con una guerra di carte bollate c’è e non è la migliore delle prospettive.
Quindi, nel caso in cui l’affaire Spalletti dovesse saltare, cosa farà la Federazione? Il secondo nome nella graduatoria del presidente Gravina è quello di Antonio Conte. L’ex Tottenham è già stato contattato e starebbe aspettando serenamente di vedere gli sviluppi della vicenda. Conte ha già guidato in passato la nazionale, con numeri tutto sommato positivi: in 25 gare, 14 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte. Raccolse gli azzurri in un momento molto difficile e riuscì a portare la nazionale ai quarti di finale dell’Europeo 2016. Al di là dei risultati, a Conte va dato il merito di aver ricostruito una squadra con una identità ben chiara, che riuscì a coinvolgere ed appassionare gli italiani.
Insomma, in molti vedrebbero di buon occhio un suo possibile ritorno sulla panchina azzurra. C’è, comunque, anche un terzo nome, di certo meno “pesante” dei precedenti, ma che ha comunque dimostrato il proprio livello centrando salvezze impensabili. Stiamo parlando di Davide Nicola, che sarebbe il terzo nome nel caso in cui saltassero i primi due. I tempi sono molto stretti e si potrebbe arrivare a una soluzione già nelle prossime ore. Non resta che attendere…
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