Combattuto in lungo e il largo e punito dalla legge, il maltrattamento sugli animali in una regione italiana è ancora troppo diffuso
Nel corso degli anni, fortunatamente, la sensibilità in merito all’importanza del corretto trattamento nei confronti degli animali si è diffusa anche in Italia. Per quanto ancora oggi le associazioni si ritrovino quotidianamente a sequestrare cani e gatti trattati in malo modo, in realtà la situazione è in miglioramento. C’è però una regione italiana che detiene un primato molto triste: qui i numeri sono ancora alti.
Secondo l’articolo 544-ter della legge n.189 del 20 luglio 2004, chiunque per crudeltà o senza alcun motivo causi una lesione ad un animale o lo sottoponga a sevizie, a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche è punibile con la reclusone da tre mesi a un anno e con una multa che può andare da un minimo di 3mila euro a un massimo di 15mila euro. Nonostante ciò, però, c’è una regione italiana che si distingue per un numero ancora troppo alto di maltrattamenti.
Come abbiamo anticipato, la legge punisce in modo severo chi maltratta gli animali, chi li costringe a lavori o fatiche insopportabili, chi ne cagiona la morte senza necessità o per crudeltà e chi promuove spettacoli che comportino sevizie o strazio per gli animali stessi. Di fatto, però, se da un lato questo ha comportato per molti cani un miglioramento delle condizioni di vita e del trattamento subito da parte dei padroni, dall’altro lato ci sono realtà in Italia dove i maltrattamenti sono ancora all’ordine del giorno.
La regione più preoccupante, in Italia, è quella della Calabria. L’allarme è stato lanciato dall’associazione Stop Animal Crimes, che ha la sua sede proprio sul territorio calabro. “Nella nostra regione spesso le autorità preposte non intervengono per fermare e punire gli atti di violenza su tanti cani“, denunciano i membri dell’associazione. Dopo i tanti esposti rimasti del tutto inascoltati, ora Stop Animal Crimes prova a farsi ascoltare concedendo interviste ai diversi giornali e provando a fare eco tramite la stampa.
La situazione sembra grave: secondo quanto riferito, le autorità saprebbero che sul territorio calabrese molti animali vivano in situazioni di sofferenza e di crudeltà ma, di fatto, non intervengono. Si tratta di accuse pericolose, ma chiare: vi aggiorneremo sull’evolversi dei fatti.
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