È stata presentata la Guida “Bar d’Italia 2024” di Gambero Rosso dedicata al locale più amato dagli italiani. Ecco i premiati e le novità
Anche nel mondo dei bar – come nei ristoranti – le insegne non sono tutte uguali: ci sono i grandi classici e le novità, quelli di tendenza e i luoghi più originali.
Gambero Rosso ha recentemente presentato al Teatro Manzoni di Milano la Guida Bar d’Italia 2024, giunta alla sua 24esima edizione e che raccoglie al suo interno una mappa con le migliori insegne della Penisola, valutandole in Chicchi e Tazzine, che vanno a giudicare rispettivamente la qualità dell’offerta caffeicola e la proposta nel suo complesso.
L’analisi di insieme offre molti spunti sull’identità del bar di oggi e sulle tendenze di quelli che ci saranno in futuro.
Sono 18 quest’anno a tagliare questo traguardo, tra cui nuovi nomi come il genovese Douce, La Pasqualina di Almenno San Bartolomeo (BG), Caffè Vatta di Trieste, Il Bar Roma di Novellara (RE), Picchio a Loreto (AN).
Infine le due stelle sono riservate a chi ha superato i vent’anni in cima, a oggi cinque locali distribuiti lungo tutta Italia: Converso a Bra (CN), Baratti & Milano a Torino (che oggi vede la mano della famiglia Alciati a condurre la cucina), Biasetto a Padova, Tuttobene a Campi Bisenzio (FI), Antico Caffè Spinnato a Palermo.
Da sempre il momento clou della presentazione di Guida Bar è il premio illy Bar dell’Anno: a determinare il vincitore è una giuria di addetti ai lavori che hanno scelto, nella rosa dei Tre Chicchi e Tre Tazzine, la realtà che nel corso dell’anno si è distinta per l’impegno reale ed efficace sul tema della sostenibilità (intesa nella sua più ampia accezione).
Ad aggiudicarsi il Premio illy Bar dell’Anno 2024 è Paolo Griffa al Caffè Nazionale di Aosta che, lo scorso anno fresco di apertura, aveva conquistato Tre Chicchi e Tre Tazzine.
La sostenibilità qui è il filo conduttore dell’intero progetto: una filosofia che si esprime in un mosaico composito di tasselli che seguono un’unica direzione e pensiero.
Energia elettrica interamente ottenuta da fonti rinnovabili, packaging riciclabili al 97%, attenzione agli sprechi a tutto tondo, selezione dei fornitori che operino con gli stessi valori, garantendo qualità del prodotto e delle condizioni di vita di chi lavora lungo la filiera.
Ma anche racconto e valorizzazione del territorio, con i prodotti di piccole realtà valdostane e le erbe spontanee impiegate nelle preparazioni raccolte un orto sinergico a pochi passi. Una somma di piccoli gesti quotidiani, non urlati ma intesi come normalità.
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